Sebbene l'allarme immediato legato alle recenti vulnerabilità PHP possa essere diminuito nei feed delle notizie, il processo di rimedio esteso è ancora in corso. La settimana scorsa, due bug critici scoperti nel linguaggio open source, che alimenta circa il 70% dei siti web a livello globale, hanno costretto le organizzazioni a cercare freneticamente soluzioni. Alcune entità sono state obbligate a mettere offline i propri siti completamente fino a quando le vulnerabilità non sono state corrette con successo.

I ricercatori che hanno identificato queste falle avvertono che questo incidente è solo l'inizio di una tendenza più ampia. Sostengono che l'intelligenza artificiale stia alterando fondamentalmente il panorama accelerando la velocità con cui vengono scoperte e successivamente sfruttate nuove vulnerabilità, lasciando intravedere una potenziale futura 'vulnpocalypse'.

In un recente episodio del podcast Equity di TechCrunch, la conduttrice Rebecca Bellan ha intervistato Tomer Schwartz, CTO di Exposure Management & AppSec presso Wiz, di proprietà di Google. Schwartz è stato direttamente coinvolto nella risposta d'emergenza insieme a OpenAI, al gruppo di ricerca Calif e al team PHP per risolvere i problemi. Durante la discussione, Schwartz e Bellan hanno dettagliato le dinamiche interne della corsa per correggere i bug, hanno esplorato strategie per le startup nelle fasi iniziali per integrare la sicurezza nei loro processi di sviluppo e hanno spiegato perché i metodi di patch manuali non sono più scalabili nell'ambiente attuale.

Fonti: TechCrunch Startups.